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Bavay (Nord)
La città romana di Bagacum, capitale del popolo gallo dei Nervii, ha conservato integralmente un gruppo co-spicuo di monumenti pubblici e il suo foro. La piazza centrale della città, al cui centro si innalza il tempio di Giove, è cinta su tre lati da porticati e botteghe frequen-tati da clienti e passanti. In fondo alla piazza si trova la vasta basilica che costituisce l'equivalente di un odier-no palazzo di giustizia. Il foro e i suoi monumenti furo-no eretti nella seconda metà del I secolo d.C. Alla fine del III secolo, incursioni barbariche nel nord della Gallia indussero l'amministrazione municipale a cingere il complesso degli edifici pubblici di imponenti muraglie, trasformando il centro civico in roccaforte. Bavay continua a esistere come città fortificata durante il IV e l'inizio del V secolo, quindi viene abbandonata.
Oltre al centro monumentale, il sito offre la visita di un museo archeologico.
www.bavay.com
Bliesbruck (Mosella)
Bliesbruck è un villaggio-strada dell'epoca romana, un borgo rurale dedito
principalmente al commercio e all'artigianato. Sui due lati della strada fiancheggia
ta da porticati si susseguono le abitazioni, tutte sviluppate in lunghezza, in cui l'
;ambiente prospiciente la strada serviva solitamente da bottega o officina: panifici, tav
erne, locande, officine di bronzai, fabbri, carradori Vi si potevano trovare tutte le at
tività utili per i viaggiatori e gli agricoltori della regione che vi si recavano
per affari, motivi di culto o divertimento. Nel borgo c'erano anche santuari di divin
ità pagane dove si offrivano sacrifici e si partecipava a pranzi rituali. Vi erano
anche terme molto ben allestite e decorate dove i clienti potevano lavarsi e rilassarsi
passeggiando nelle sale fredde, tiepide e calde, nuotando nelle piscine o intrattenendosi
nelle stufe. La vita di questo centro fu molto attiva tra la fine del I e la metà
del III secolo d.C., quindi le devastazioni delle incursioni germaniche portarono al suo
abbandono.
Gli scavi di questo sito, ubicato sulla frontiera tra Francia e Germania, sono condotti d
a una équipe congiunta formata da ricercatori delle due nazioni e la gestione del
parco archeologico prefigura quella di altri parchi con vocazione europea.
wwwarcheo57.com/frontSite?controller=ViewSection&lang=fr&
id=bliesbruck
Lutezia, città dei Parisii (Ile-de-France)
Nei territori bagnati dalla Senna, all'altezza dell'odierna Parigi, si riscontra un'occupazione discontinua che risale al Paleolitico. Intorno al 4000 a.C., esiste a Bercy un villaggio neolitico. In epoca celtica, l'abitato
si sposta verso Nanterre dove scavi in corso stanno rivelando un importante insediamento. La Lutezia romana nasce realmente sotto Tiberio; la città si sviluppa sulla collina Sainte-Geneviève e il suo principale asse stradale corrisponde all'attuale via Saint-Jacques. Nel corso dei primi tre secoli della nostra era, vengono edificati grandi stabilimenti termali, un foro all'altezza dell'attuale Luxembourg e un anfiteatro (via Monge).
Oggi sono visibili soltanto l'anfiteatro, le terme del sagrato di Notre-Dame e le terme di Cluny, ma parecchi Musei espongono i reperti archeologici. Il Museo Carnavalet racconta la storia antica e recente di Parigi e il Museo delle Antichità Nazionali di Saint-Germain-en-Laye offre un panorama completo dell'archeologia della Francia. Voluto da Napoleone III, questo
museo presenta reperti prestigiosi come il grande mosaico di Saint-Romain-en-Gal.
ville antique
Carnac (Morbihan) e i megaliti bretoni
Il sito di Carnac è il simbolo dei monumenti megalitici, tanto numerosi e spettacolari in Bretagna. Gli allineamenti di menhir di Carnac si estendono su più di quattro chilometri e contano più di 5 000 blocchi di granito eretti a formare file orientate in direzione del sorgere e del tramonto del sole ai solstizi d'estate e d'inverno. La loro funzione religiosa era certamente legata ai momenti-chiave delle attività agricole (aratura, mietitura ), tanto importanti per la vita delle popolazioni neolitiche che hanno eretto questi monumenti.
Oltre agli allineamenti di menhir, si possono vedere a Carnac cerchi di pietre e una mezza dozzina di grandi dolmen sormontati da tumuli di pietre. Si tratta di tombe collettive in cui sono state ritrovate numerose asce di pietra levigata, ceramiche, perle di pietra lavorata. La loro costruzione risale al Neolitico antico, nel corso del quinto millennio a.C.
Nei dintorni di Carnac, numerosi sono i monumenti megalitici che meritano una visita: il dolmen della «tavola dei mercanti» a Locmariaquer, gli allineamenti di Kerzeho a Erdeven, il dolmen con lastre scolpite di Gravinis a Larmor-Baden. Oltre il Morbihan, è la Bretagna intera che si rivela ricca di megaliti: il centro e la costa settentrionale, con siti come Barnenez a Plouez'hoc, reggono il confronto con la regione di Vannes.
www.culture.gouv.fr
Bibracte (Saône-et-Loire) e Alesia (Costa d'oro)
Bibracte e Alesia sono due luoghi simbolo dell'identità gallica. Bibracte era la capitale del potente popolo degli Edui, alleati di Cesare durante le guerre galliche. Alesia, città dei Mandubii, fu il luogo della battaglia decisiva che suggellò la sorte della Gallia.
La città fortificata di Bibracte, situata sulla cima del Monte Beuvray, a quota 820, è cinta da mura della lunghezza di 6,5 km, che delimitano uno spazio di 195 ettari. Le mura sono costruite secondo la tecnica gallica, con un'armatura di travi colmata di pietre, resistente al fuoco e ai colpi d'ariete. All'interno, si trovano vaste dimore aristocratiche ma anche numerose officine di artigiani e negozi, soprattutto taverne dove si bevevano molti vini importati dall'Italia. La città, eretta nel II secolo a.C., fu abbandonata all'inizio del I secolo d.C., a favore di Autun, la nuova città fondata da Augusto. La visita al Mont Beuvray si accompagna a quella di un grande museo che reinseri-sce il sito nel contesto celtico europeo.
Alesia, 52 a.C.: dopo sette campagne militari, allorché Giulio Cesare pensa di aver domato i Galli e conquistato l'insieme del territorio, deve confrontarsi a una rivolta generale condotta dal giovane capo degli Arverni, Vercingetorige. Cesare è costretto a battere in ritirata verso l'Italia, ma Vercingetorige commette l'errore di farsi accerchiare nella piazza forte di Alesia che subirà un assedio a regola d'arte. Nell'arco di un mese, le dieci legioni romane (50 000 uomini) scavano 15 km di fossati a cui aggiungono fortificazioni di terra e legno allo scopo di impedire all'esercito di Vercingetorige di uscire dalla trappola. Subito dopo, per affrontare un secondo esercito gallico venuto in soccorso, i soldati romani creano una seconda linea di fortificazioni e di fossati lunga 21 km. Le fortificazioni di Cesare sono state più volte oggetto di scavi, prima su ordine di Napoleone III, poi di recente nell'ambito di un programma di ricerca franco-tedesco. Una loro ricostituzione parziale è esposta nella pianura di Laumes, ma i resti archeologici rimasti in situ ad Alesia risalgono per la maggior parte alla «pace romana» che seguì quell'episodio drammatico: vi è un foro, un teatro, un tempio, dei quartieri di abitazione e zone artigianali, soprattutto officine del bronzo.
www.bibracte.fr
Argentomagus (Indre)
Il centro romano di Argentomagus a Saint-Marcel, presso Argenton-sur-Creuse, ha conservato parecchi monumenti pubblici: dei templi, un teatro, una fontana monumentale, mentre la costruzione di un grande museo nel 1986 ha dato l'opportunità di portare alla luce un quartiere di abitazioni. La città, occupata principalmente tra il I e il IV secolo d.C., si estendeva su un altopiano nell'area in cui sorgeva un oppidum gallico. I templi, ubicati intorno ad un'area commerciale, sono di tipo indigeno e presentano una cappella centrale circondata da un deambulatorio. Il teatro, che poteva accogliere fino a 7000 spettatori circa, era dotato di un'ampia scena atta ad ospitare spettacoli e manifestazioni religiose. Le terme non sono più visibili attualmente e l'anfiteatro non è stato ancora scavato. Il museo, che illustra la storia della valle della Creuse dal Paleolitico fino alla fine dell'epoca romana, è costruito al di sopra di una cripta archeologica dove si possono ammirare tra l'altro la rico-struzione di parte di una delle necropoli della città antica, la rappresentazione di due cucine gallo-romane e un raro santuario domestico con le statue e la tavola con le offerte ancora in situ.
www.argentomagus.com
Lione (Rodano)
Lione occupa un posto centrale in Gallia: fondata nel 43 a.C. dal governatore Plancus, Lugdunum fu allo stesso tempo capitale della Gallia Lugdunense che si estende fino all'Oceano Atlantico e capitale federale delle Gallie, sede di un santuario dove sono rappresentati tutti i popoli gallici. Agrippa, il genero di Augusto, vi stabilisce la propria residenza quando organizza l'amministrazione della Gallia, e il suo palazzo è stato ritrovato al di sotto di un più tardo tempio di Iside, accanto al teatro. La città ha conservato monumenti prestigiosi: il teatro e l'odeon edificati sui fianchi della collina di Fourvière nel I secolo, l'anfiteatro costruito sui fianchi della collina della Croix-Rousse da un notabile della città di Saintes, C. Iulius Rufus, dei mausolei scolpiti appartenenti a ricchi cittadini di Trion.
L'anfiteatro riveste un'importanza particolare poiché era legato al santuario confederale di Condate dove, il 1° agosto di ogni anno, convergevano delegazioni di tutti i popoli della Gallia per celebrare il culto imperiale ed eleggere il grande sacerdote. L'elezione era l'occasione di una lotta senza pietà tra le diverse città che ambivano quest'onore supremo. In questa occasione, si davano spettacoli nell'arena, combattimenti di gladiatori, cacce, esecuzione di condannati. È in questo anfiteatro che vennero suppliziati, nel 177 d.C., i martiri cristiani di Lione, il vescovo Potino e Santa Blandina.
Il Museo della civiltà gallo-romana, ubicato vicino al teatro, offre un panorama di questa storia che riguarda non solo la città di Lione bensì l'intera Gallia.
www.lyon-archeologie.com
Saintes (Charente)
La capitale del popolo dei Santoni fu fondata sulla riva sinistra della Charente nella seconda metà del I secolo a.C. Ebbe uno sviluppo notevole sotto Tiberio, dotandosi di mura, terme ed edifici per gli spettacoli. È tuttora abbellita da due dei monumenti più importanti: l'arco di Germanico e l'anfiteatro. L'arco di trionfo, che segnava l'ingresso del ponte sulla Charente, fu edificato nel 18 d.C., in onore di Tiberio, Druso e Germanico. L'anfiteatro fu completato più tardi, sotto l'impero di Claudio. La città prosperò durante i primi tre secoli dell'impero, occupando progressivamente tutto lo spazio disponibile all'interno delle mura. Alla fine del III secolo fu innalzata una cerchia di mura più ridotta la cui costruzione portò alla distruzione di alcuni monumenti pubblici: i blocchi architettonici furono riutilizzati nella muratura.
Il museo, vicino all'arco, è famoso per le sue collezioni di bassorilievi e capitelli prevalentemente provenienti dallo smontaggio delle mura del III secolo.
www.archaero.com
Acquedotto del Pont-du-Gard (Gard)
Per rifornire di acqua potabile Nîmes, una delle città più popolate della Gallia romana, i Romani dovettero andare a prenderla a 50 km di distanza, nelle Cévennes, fino alle sorgenti dell'Eure a Uzès. La condotta d'acqua segue le curve di livello per conservare una pendenza pressappoco costante fino alle mura settentrionali di Nîmes, dove si trovava
il castello d'acqua. In alcuni valloni, il canale dovette essere sostenuto da ponti, ma la difficoltà maggiore fu di fargli attraversare la stretta valle del Gardon. Si dovette costruire un ponte di 273 m di lunghezza, alto più di 48 m. e, per raggiungere la quota giusta, fu necessario sovrapporre tre ordini di arcate. Questo conferì al Pont-du-Gard l'eleganza e la forza che ne hanno fatto uno tra i monumenti più visitati della Francia. Gli importanti lavori di sistemazione effettuati e la creazione di un museo del sito consentono ormai di visitarlo in maniera più informata e in assoluta sicurezza.
www.viadomitia.org
Grotta di Lascaux (Dordogna)
La galleria d'arte più vasta dell'umanità preistorica: 1500 incisioni e dipinti risalenti a 15 000 anni prima di Cristo sulle pareti di una grotta scoperta nel 1940! Il successo turistico fu tale che presto le opere si deteriorarono e bisognò ricorrere a una riproduzione fedele della grotta affinché i visitatori sempre più numerosi potessero continuare ad apprezzare il talento degli artisti del Paleolitico: ormai si visita Lascaux II!
La grotta si divide in parecchie sale. La prima è detta «dei tori» e comprende da un lato un fregio di questi animali e dall'altro un «liocorno», animale dalle lunghe corna dritte, che sembra inseguire un branco di cavalli selvatici. Successivamente, si entra nella «Cappella Sistina della preistoria» dove sono rappresentati tutti gli animali, tori, cavalli, stambecchi, cervi, bisonti. Attraverso un «passaggio», si accede a una «abside» decorata con incisioni di bovidi e cervidi, a un «pozzo» dove si vede un uomo che fronteggia un bisonte, a una «navata» con una decorazione di cervi, cavalli e mucche.
La necessità di copiare queste pitture rupestri ha dato l'opportunità di studiare in maniera approfondita le tecniche pittoriche dell'epoca e i coloranti utilizzati, principalmente ossidi di ferro e di manganese, carbone di legno, uniti ad argilla e talco.
www.culture.gouv.fr
Arles (Bouches-du-Rhône) e i suoi dintorni
Come scegliere una destinazione nei dintorni di Arles, la «piccola Roma delle Gallie» secondo il poeta Ausonio ? La città la cui fondazione risale al VI secolo a.C. accolse nel 46 una colonia di veterani dell'esercito di Cesare. In tutta la città si respira un'atmosfera romana: tutti i monumenti classici vi sono rappresentati, ed in quale stato di conservazione! Anfiteatro, teatro, circo, terme, foro, criptoportico, necropoli e ora anche un meraviglioso museo che offre un panorama della storia del sito e in cui sono racchiusi come in uno scrigno prezioso dei reperti eccezionali quali i sarcofaghi scolpiti e i mosaici policromi. Arles si trova peraltro al centro di una zona dal patrimonio eccezionale: le tombe megalitiche di Fontvieille, l'acquedotto romano e l'impianto di mulini idraulici di Barbegal, la città di Glanum con la sua sorgente sacra, il foro e i suoi celebri «Antiques»: un arco di trionfo e un mausoleo intatti, con bassorilievi e statue. Arles diventerà anche una metropoli cristiana, la città di San Cesario, dove l'Antichità si prolunga nei monumenti cristiani medievali, da Saint-Honorat des Alyscamps a Saint-Trophime col suo portale dai bassorilievi istoriati e il suo chiostro ornato di sculture romaniche.
www.arles.antique.org
Eauze e la villa di Séviac (Gers)
Della «Civitas Elosatium», città del popolo gallico degli Elusati, non resta più nessun monumento; tuttavia, il museo archeologico merita una visita, poiché ospita il favoloso tesoro scoperto nel 1985 in occasione di uno scavo di emergenza: 120 kg di oro, argento, biglione, 28 000 monete
del III secolo, gioielli d'oro ornati di zaffiri, smeraldi, perle e granati, coltelli dal manico d'avorio scolpito a forma di Dioniso, di leone Il tesoro appartenente a un ricco proprietario della zona venne sepolto nel 261 d.C.,
probabilmente all'annuncio dell'arrivo di orde barbariche. Il museo dà peraltro l'opportunità di scoprire altri siti della regione, come la villa di Séviac, a Montréal-sur-Gers. Questa ricca
dimora aristocratica potrebbe esser appartenuta a un uomo che possedeva tanti gioielli quanto il proprietario del «tesoro di Eauze» Nel IV secolo, al momento del suo massimo sviluppo, questa villa, vero e proprio «castello», si estendeva su non meno di tre ettari. Gli edifici, disposti tutt'intorno a un cortile quadrato circondato da un peristilio, comprendevano delle terme ed erano decorati da dipinti e mosaici pregiati. Questi ultimi, abbastanza ben conservati, sono ornati da motivi geometrici o floreali, oppure da rappresentazioni di animali (uccelli).
perso.wanadoo.fr
Aleria (Corsica)
La città di Aleria entra fragorosamente nella storia: i Greci di Focea, cacciati dai Persiani nel 565 a.C., s'insediano su un altopiano sovrastante lo stagno di Diana e la costa orientale della Corsica e, a partire da questa base, praticano la pirateria. Etruschi e Cartaginesi si coalizzano nel 538 per metter fine a tali manovre. I Focesi devono fuggire, in parte a Marsiglia e in parte a Velia in Italia meridionale. Aleria diventa etrusca e prospera nei secoli i V e IV a.C. Gli aristocratici si fanno seppellire secondo l'usanza etrusca in ipogei, accompagnati da ricchi corredi (armi, vasi decorati, gioielli, profumi) che costituiscono oggi la gloria del Museo di Aleria.
Roma s'impadronisce della città nel 269 a.C., ma la situazione rimane indecisa fino all'81 a.C., quando il dittatore Silla decide di punirla creando una colonia militare. Durante la guerra civile consecutiva alla morte di Cesare, Aleria assume un ruolo strategico passando dalle mani di Sesto Pompeo a quelle di Augusto. Quindi comincia un lungo periodo di pace che consente alla città di svilupparsi e di finanziare la costruzione di un foro, di templi, di grandi stabilimenti termali pubblici e di botteghe, attualmente visitabili.
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